Eremo di San BartolomeoL’Eremo di San Bartolomeo in Legio fu costruito dai monaci cenobiti che si stanziarono sulla Maielletta attorno al 900 d.C.
“Domus Christi”, così definì la Majella Francesco Petrarca. Già allora infatti l’impervia montagna custodiva diversi luoghi di culto e nicchie in cui praticare l’ascetismo. L’Eremo di San Bartolomeo è un luogo in cui ritrovare una spiritualità autentica, è infatti costruito su una possente bastionata di roccia, che porta all’eremo, il cui panorama si erge fiero su una roccia strapiombante sulla valle sottostante. Il percorso escursionistico per giungere all’Eremo di San Bartolomeo è abbastanza breve, da Roccamorice, punto di partenza, è un cammino di circa due ore, fra sentieri abbastanza accessibili. Il 25 agosto, dopo la messa celebrata all’alba a Roccamorice, l’Eremo di San Bartolomeo è meta della processione in cui centinaia di pellegrini portano la statua del santo nella cittadella, riportandola poi all’Eremo dopo quindici giorni. Pur non essendo situato in un luogo impervio e poco accessibile come altri eremi della Majella e in generale dell’Abruzzo, l’Eremo di San Bartolomeo è stato e continua ad essere un importante luogo di culto. Fu infatti rifugio, nel 1264, di Fra Pietro da Morrone, che successivamente lo abbandonò per il continuo via vai di fedeli. L’Eremo custodisce la sorgente d’acqua conosciuta come acqua di San Bartolomeo. Uno dei prodigi che la storia popolare attribuisce al Santo è la roccia che costituisce il ponte del ruscello Capo La Vena, utile ad attraversare il corso d’acqua nei periodi di piena evitando il guado. Torna indietro |
Itinerari religiosi e spirituali
|


La Majella è uno dei luoghi in cui la mano dell’uomo ha edificato diversi edifici religiosi e legati al culto e alla spiritualità. Sicuramente il silente e impervio paesaggio e l’incanto che certi luoghi sono stati e ancora sono per gli occhi e lo spirito umano hanno contribuito alla realizzazione delle aree in cui praticare la preghiera e la vita monastica.